Prevenzione della tortura e dei maltrattamenti in Europa

Prevenzione della tortura


Un Comitato europeo (CPT)

Ai sensi dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, “nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”. 

Questo articolo ha portato alla redazione, nel 1987, della Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti. La Convenzione ha istituito un meccanismo non giudiziario, a carattere preventivo, per proteggere i detenuti. Questo meccanismo si basa su un sistema di ispezioni effettuate dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT).

 

Il CPT ha elaborato una lista dettagliata di standard, indicando i “criteri” di un trattamento e di una detenzione conformi alla dignità umana.

I membri del CPT sono esperti indipendenti e imparziali, che provengono da contesti diversi. Il CPT è l’unica istituzione al mondo che può, in qualunque momento, condurre un’ispezione in un qualsiasi luogo di detenzione situato in uno degli Stati membri del Consiglio d’Europa.

Il Comitato anti-tortura esorta gli Stati a monitorare il trattamento delle persone private della propria libertà

Nel suo rapporto annuale pubblicato quest’oggi, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) sollecita tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa a procedere alla ratifica di un trattato delle Nazioni Unite e ad istituire strutture nazionali indipendenti per monitorare il trattamento delle persone private della propria libertà.

Il Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (OPCAT), entrato in vigore nel 2006, stabilisce un meccanismo indipendente di controllo delle Nazioni Unite e obbliga gli Stati parte ad istituire strutture di controllo nazionali indipendenti per combattere la tortura e altre forme di maltrattamento per mezzo di un sistema di visite regolari nei luoghi di privazione della libertà. Attualmente 31 Stati membri del Consiglio d’Europa hanno già ratificato il Protocollo, e di questi 26 hanno istituito o designato “meccanismi nazionali di prevenzione” (MNP).

“I meccanismi di controllo nazionali possono intervenire frequentemente e con tempestività, e fornire dunque un contributo significativo alla prevenzione dei maltrattamenti. Per tale ragione è essenziale che simili strutture indipendenti siano istituite quanto prima in tutti i paesi. Esse rappresenteranno altresì un’importante fonte di informazione per il CPT e potranno sostenere l’opera di monitoraggio del Comitato, provvedendo in particolare al controllo dell’attuazione delle raccomandazioni del CPT”, ha dichiarato Lətif Hüseynov, Presidente del CPT. (segue...)

Un professore di diritto azerbaigiano a capo del Comitato antitortura europeo

Nel mese di marzo 2011, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) ha eletto come suo nuovo Presidente il Sig. Letif Hüseynov, proveniente dall’Azerbaigian, Professore di diritto internazionale pubblico presso l’Università statale di Baku.

Vladimir Ortakov, (“Ex Repubblica jugoslava di Macedonia”), è stato eletto Primo Vicepresidente del CPT. È Consulente in Psichiatria presso il Centro ospedaliero Sistina di Skopje. Haritini Dipla, (Grecia), Professore di diritto internazionale presso l’Università di Atene, è stata rieletta Secondo Vicepresidente del CPT. (segue...)

Sapevate che...

..nel 2009 il CPT ha celebrato 20 anni di lotta contro la tortura in Europa?

Video

Per celebrare la Giornata dei diritti umani, il 10 dicembre, il Consiglio d’Europa ha realizzato uno spot televisivo che pone l’accento sul lavoro del Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT). Questo spot contiene delle immagini fornite da Amnesty International.