Minoranze nazionali

Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali



Promuovere la piena ed effettiva uguaglianza per le persone appartenenti a una minoranza nazionale


Il Consiglio d’Europa si è adoperato fin dalla sua fondazione per tutelare le minoranze nazionali, come lo dimostrano numerosi testi adottati a partire dal 1949.

La Convenzione-quadro, entrata in vigore il 1° febbraio 1998, è uno dei trattati più completi destinati a tutelare le persone appartenenti alle minoranze nazionali. Le Parti contraenti della Convenzione si impegnano a promuovere un’uguaglianza piena ed effettiva per tali persone nei settori della vita economica, sociale, politica e culturale e a favorire le condizioni che consentano loro di esprimere, preservare e sviluppare la loro cultura e la loro dignità. Trentanove Stati sono attualmente Parti contraenti di tale trattato.

La nozione di « minoranza nazionale » non è definita nella Convenzione-quadro, poiché gli Stati membri del Consiglio d’Europa non hanno potuto trovare un accordo generale e condiviso su una definizione di tale concetto. Ciascuna Parte alla Convenzione gode quindi di un margine di apprezzamento per decidere a quali gruppi si applicherà la Convenzione sul proprio territorio. Ogni individuo è libero di decidere se desidera o meno essere trattato come appartenente a una minoranza nazionale.

La procedura di monitoraggio, basata su un meccanismo di redazione di rapporti, prevede che ciascuno Stato presenti un primo rapporto sull’applicazione delle disposizioni del trattato entro un anno dalla data dell’entrata in vigore della Convenzione, seguito da rapporti complementari ogni cinque anni. Dopo l’esame del rapporto presentato dallo Stato, il Comitato consultivo adotta un parere seguendo una valutazione articolo per articolo, che sarà poi trasmesso alle autorità competenti del paese. Gli Stati Parti contraenti dispongono di quattro mesi per presentare commenti relativi a tale parere; dopo tale termine, i commenti e il parere possono essere pubblicati. Sulla base del parere del Comitato consultivo, il Comitato dei Ministri adotta una risoluzione contenente le proprie conclusioni e le eventuali raccomandazioni rivolte al governo del paese.