La Convenzione europea dei diritti dell’uomo

Convenzione europea dei diritti dell'uomo


Una convenzione per proteggere i tuoi diritti e le tue libertà


La Convenzione europea dei diritti dell’uomo, adottata nel 1950 ed entrata in vigore nel 1953, costituisce uno strumento unico di trasmissione dei valori di civiltà e democrazia. La Convenzione dà concretezza ad alcuni diritti e libertà contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ed enuncia una serie di diritti garantiti, quali il diritto alla vita, la proibizione della tortura, della schiavitù e del lavoro forzato, il diritto alla libertà e alla sicurezza, il diritto ad un processo equo, al rispetto della vita privata e familiare, la libertà di pensiero, di coscienza e di religione, la libertà di espressione, la libertà di riunione e di associazione, il diritto al matrimonio, il diritto ad un ricorso effettivo e il divieto di discriminazione.

In mezzo secolo, i diritti tutelati dalla Convenzione hanno conosciuto un’evoluzione frutto non solo dell’interpretazione delle sue disposizioni da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo – la giurisprudenza – ma anche dei protocolli che hanno aggiunto nuovi diritti riferiti a circostanze che al momento della sua adozione non erano ancora prevedibili.

L’importanza della Convenzione risiede sia nell’estensione dei diritti da essa tutelati, che nel sistema di controllo posto in essere per esaminare le presunte violazioni e vigilare sul rispetto, da parte degli Stati, degli obblighi derivanti dalla Convenzione, ovvero riconoscere tali diritti e libertà ad ogni persona sottoposta alla loro giurisdizione e non solo ai propri cittadini.

Le sentenze della Corte sono vincolanti per le parti in causa che dovranno adottare tutte le misure necessarie per conformarvisi. L’esecuzione delle sentenze è sorvegliata dal Comitato dei Ministri secondo quanto stabilito dall’articolo 54 della Convenzione. In virtù dell’articolo 52 della Convenzione, infine, il Segretario generale può domandare alle Parti di fornire spiegazioni sul modo in cui il loro diritto interno assicura l’applicazione della Convenzione.

Primo concorso europeo di perorazione giuridica sui diritti umani in lingua inglese

Strasburgo, 27.02.2013 – Gli studenti del Trinity College di Dublino sono i vncitori del primo Concorso europeo di perorazione giuridica, in lingua inglese, sulla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La finale li ha visti trionfare contro la squadra dell’Università di Essex (Regno Unito). Il premio per il miglior oratore è stato conferito a Joanna Kisielinska dell’Università di Torun (Polonia), mentre quello per le migliori osservazioni scritte è stato assegnato alla squadra del Trinity College di Dublino.

La finale si è tenuta il 27 febbraio presso la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. La giuria, composta da eminenti personalità tra cui giudici della Corte ed esponenti del mondo accademico, è stata presieduta da Nina Vajic, ex giudice e Presidente di sezione alla Corte europea dei diritti dell’uomo. (segue...)

Adesione dell'Unione europea

L’adesione dell’Unione europea (Ue) alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) costituisce una tappa fondamentale per lo sviluppo dei diritti umani in Europa. Tale adesione, oggetto di discussione dalla fine degli anni 1970, è stata resa obbligatoria dal Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° dicembre 2009 (si consulti l’articolo 6, paragrafo 2 del Trattato). L’articolo 59, paragrafo 2 della CEDU, così come modificata dal Protocollo n. 14 alla Convenzione entrato in vigore il 1° giugno 2010, rappresenta la base giuridica di questa adesione (“L’Unione europea può aderire alla presente Convenzione”). (segue...)

Sapevate che...

... la firma e la ratifica della Convenzione europea dei dirittti dell'uomo sono una condizione indispensabile per entrare a far parte del Consiglio d'Europa?

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4 novembre 2010: la Convenzione europea dei diritti dell’uomo festeggia il suo 60° anniversario

60th anniversary of the European Convention on Human Rights

Il 2010 offre l’occasione di ricordare che lo strumento posto in essere sessant’anni fa dal Consiglio d’Europa ha migliorato la vita di milioni di europei modificando sensibilmente la maniera di considerare il loro diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza, ad un processo equo, alla vita familiare e alla libertà di coscienza, di religione e di espressione.

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