L'adesione dell'Unione Europea alla Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo

Convenzione europea dei diritti dell'uomo


Adesione dell'Unione europea


L’adesione dell’Unione europea (Ue) alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) costituisce una tappa fondamentale per lo sviluppo dei diritti umani in Europa. Tale adesione, oggetto di discussione dalla fine degli anni 1970, è stata resa obbligatoria dal Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° dicembre 2009 (si consulti l’articolo 6, paragrafo 2 del Trattato). L’articolo 59, paragrafo 2 della CEDU, così come modificata dal Protocollo n. 14 alla Convenzione entrato in vigore il 1° giugno 2010, rappresenta la base giuridica di questa adesione (“L’Unione europea può aderire alla presente Convenzione”). (segue...)

Ragioni dell’adesione dell’Ue alla CEDU

La CEDU tutela i diritti civili e politici fondamentali e prevede, con la Corte europea dei diritti dell’uomo, organo del Consiglio d’Europa con sede a Strasburgo, un meccanismo che permette di farli applicare. Chiunque ritenga che i propri diritti siano stati violati in un dato paese può rivolgersi alla Corte di Strasburgo dopo l’esaurimento delle vie di ricorso interne.

L’Unione europea ha sviluppato un ordine giuridico distinto, la cui giurisdizione suprema è rappresentata dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea del Lussemburgo. Se tutti gli Stati membri dell’Unione europea sono parti alla CEDU, l’Ue in quanto tale non lo è. Sebbene l’Ue si fondi sul rispetto dei diritti fondamentali, di cui la Corte di Giustizia dell’Unione europea garantisce l’osservanza, la CEDU e il suo meccanismo giudiziario non si applicano, sul piano formale, agli atti dell’Unione. Da un altro lato, tutti gli Stati membri dell’Ue, in quanto parti contraenti della Convenzione, hanno l’obbligo di rispettare la CEDU, anche quando applicano o attuano la legislazione dell’Ue. Se l’Unione diventasse essa stessa parte della Convenzione si ovvierebbe a tale distorsione.

L’adesione dell’Ue rafforzerà in tal modo la tutela dei diritti umani in Europa, sottoponendo il sistema giuridico dell’Ue ad un controllo esterno indipendente. Permetterà inoltre di colmare alcune lacune in materia di tutela giuridica conferendo ai cittadini europei una protezione nei confronti degli atti dell’Unione pari a quella di cui godono già nei confronti degli Stati membri.

Negoziati sull'adesione dell'Ue


Il 26 maggio 2010, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha conferito un mandato ad hoc al suo Comitato direttivo per i diritti dell’uomo (CDDH) per elaborare con l’Ue lo strumento giuridico necessario per l’adesione di quest’ultima alla CEDU. Da parte dell’Ue, il 4 giugno 2010, i Ministri europei della Giustizia hanno incaricato la Commissione europea di condurre i negoziati a loro nome.

Sono iniziate il 7 luglio le discussioni ufficiali sull’adesione dell’Unione europea alla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU). Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa, e Viviane Reding, vicepresidente della Commissione europea, si sono riuniti a Strasburgo per contrassegnare l’inizio del processo di adesione. (segue...)

 

Il CDDH ha affidato il compito di elaborare uno strumento di adesione a un gruppo informale composto da 14 membri (7 provenienti da Stati membri dell’Ue e 7 da Stati non membri dell’Ue) scelti in base alle loro competenze ed esperienze. Tra luglio 2010 e giugno 2011, questo gruppo di lavoro informale(CDDH-UE) ha tenuto complessivamente otto riunioni di lavoro con la Commissione europea e ha regolarmente riferito al CDDH in merito ai progressi compiuti e alle questioni ancora in sospeso. Nell’ambito di tali riunioni, il gruppo informale ha inoltre organizzato due scambi di opinioni con rappresentanti della società civile, che hanno regolarmente presentato i loro commenti sui documenti di lavoro. Nel giugno 2011, il CDDH-UE ha portato a termine i propri lavori e ha trasmesso al CDDH una bozza di accordo di adesione, accompagnata dalla relazione esplicativa. (segue...)

Nell’ambito delle riunioni regolari che si sono svolte tra la Corte europea dei diritti dell’uomo e la Corte di giustizia dell’Unione europea, le delegazioni delle due giurisdizioni europee hanno discusso l’adesione dell’Ue alla Convenzione europea il 17 gennaio 2011. Hanno in particolare affrontato la questione dei rapporti futuri tra le due giurisdizioni europee nel caso di ricorsi presentati contro l’Ue nell’ambito del sistema della CEDU. La dichiarazione congiunta dei presidenti della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Corte di giustizia dell’Unione europea, che sintetizza i risultati di tali discussioni, ha fornito un prezioso quadro di riferimento e degli orientamenti per i negoziati. (segue...)

L'attuale stato del processo di negoziazione

Nell’ottobre del 2011, il Comitato direttivo per i diritti dell’uomo (CDDH) ha esaminato gli strumenti provvisori e, viste le implicazioni politiche di alcuni problemi ancora presenti, è convenuto sull’invio del rapporto e degli strumenti provvisori al Comitato dei Ministri per una valutazione e ulteriori indicazioni. Il 13 giugno 2012, il Comitato dei Ministri ha esortato il Comitato direttivo per i diritti dell’uomo (CDDH) a proseguire i negoziati con l’Unione europea in un gruppo ad hoc “47+1”, con lo scopo di finalizzare senza ulteriori indugi gli strumenti di adesione (Decisione del CM).

Fino a oggi, questo gruppo ad hoc si è riunito tre volte a Strasburgo (21 giugno 2012, 17-19 settembre 2012 e 7-9 novembre 2012). Il prossimo incontro è previsto per il 21-23 gennaio 2013. (Sito Internet del CDDH)


Pietra miliare nei negoziati sull’adesione dell’Ue alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo

I negoziatori dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea hanno finalizzato il progetto d'accordo d'adesione dell’Unione europea alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Il testo sarà in seguito al vaglio della Corte di Giustizia in Lussemburgo, che dovrà pronunciarsi al riguardo.

L’adesione dell’Ue alla CEDU rafforzerà la tutela dei diritti umani in Europa sottoponendo l’Ue e i suoi atti giuridici alla giurisdizione della Corte europea dei diritti dell’uomo. (segue...)

FOCUS

L’adesione dell’UE alla CEDU è richiesta in applicazione dell’articolo 6 del Trattato di Lisbona e prevista dall’articolo 59 della CEDU, come modificata dal Protocollo n. 14. Il 17 marzo, la Commissione ha proposto delle direttive di negoziato in vista dell’adesione dell’UE alla CEDU . Il 4 giugno, i Ministri della Giustizia dell’UE hanno dato alla Commissione il mandato di condurre i negoziati a loro nome. Il 26 maggio, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha conferito un mandato ad hoc al suo Comitato direttivo per i Diritti dell’Uomo per elaborare con l’UE lo strumento giuridico richiesto in vista dell’adesione dell’UE alla CEDU.

Multimedia

I colloqui ufficiali sull'adesione dell'Unione europea alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) sono cominciati il 7 luglio 2010. Thorbjørn Jagland, Segretario generale del Consiglio d'Europa, e Viviane Reding, Vice Presidente della Commissione europea, si sono incontrati a Strasburgo per segnare l'inizio di questo processo.

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