Forum sul futuro della democrazia

Forum for the future of democracy Al giorno d'oggi, un numero sempre crescente di europei vive in regimi democratici ma, nonostante questo contesto favorevole e senza precedenti, vi è una diffusa insoddisfazione verso la pratica della democrazia in Europa: la mancanza di fiducia nelle istituzioni politiche e nei confronti dei politici, il calo di affluenza alle urne elettorali, le sfide della globalizzazione e l'aumento del terrorismo sfidano e minacciano le fondamenta della democrazia.

In qualità di unico organo che riunisce tutte le democrazie europee, il Consiglio d'Europa svolge un importante ruolo nell'analizzare tali sfide e proporre rimedi. Per questo motivo, al Vertice di Varsavia (maggio 2005), i Capi di Stato e di Governo degli Stati membri dell'Organizzazione hanno deciso di creare un Forum sul futuro della democrazia per consolidare le libertà politiche e la partecipazione dei cittadini.

Il Forum, aperto a tutti gli Stati membri e alla società civile, ha lo scopo di offrire uno scambio di idee, di informazioni e di esempi di buona pratica, nonché dibattiti sulle eventuali azioni future. È organizzato in stretta cooperazione con la Commissione di Venezia e altri organi del Consiglio d'Europa al fine di intensificare, attraverso la riflessione e le proposte che scaturiranno, il lavoro dell'Organizzazione nell'ambito della democrazia.

Forum 2011

Thorbjorn Jagland, Segretario generale del Consiglio d’Europa, ha inaugurato il Forum sul futuro della democrazia riconoscendo che le misure radicali, adottate in numerosi paesi per cercare di equilibrare le spese pubbliche sono necessarie e comprensibili.

Tuttavia, ha insistito sulla possibilità che numerosi Stati corrono il rischio reale di compromettere seriamente il modello europeo di coesione sociale.
 

 

About the 2011 edition

Il Forum sul futuro della democrazia di Cipro si è incentrato sui legami stretti che intercorrono tra la democrazia e la coesione sociale, utilizzando un approccio a questo argomento più politico che tecnico. Sono stati invitati giovani, attivi in manifestazioni pacifiche, come gli “Indignados” e la “Génération precaire”, per un dialogo aperto con altri rappresentanti della società civile. Si sono suggerite delle modifiche al fine di uscire dalla crisi finanziaria attuale e per evitare la crescita dell’agitazione sociale e politica, ad esempio “un impegno politico costruttivo” e “sostegno per forme nuove e alternative di espressione e partecipazione democratica”.

Nell’ambito di una sessione plenaria e di sessioni di lavoro parallele, i partecipanti hanno rivolto la loro attenzione alle grandi tendenze e alle principali sfide che incombono sul consolidamento dei legami tra la democrazia e la coesione sociale e hanno discusso sul modo in cui il dialogo e l’impegno civico possono rafforzare la rappresentazione e la partecipazione democratica.

Alla luce della spinta democratica di cui il Sud e l’Est della regione mediterranea ne sono oggi teatro, i paesi situati sulla sponda meridionale e orientale del Mediterraneo erano coinvolti nel Forum di quest’anno sia come partecipanti sia allo scopo di ampliare il dibattito al fine di includere le loro aspirazioni e le loro esperienze in termini di costruzione della democrazia e di promozione della coesione sociale.

I risultati del Forum saranno gli argomenti della sessione 2012 e contribuiranno alla formulazione di raccomandazioni per ulteriori azioni del Consiglio d’Europa e di altri partner nell’ambito della democrazia e della coesione sociale.

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