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Il Segretario generale allarmato per la legislazione sulle ONG proposta in Russia

07/07/2012

“Sono preoccupato per le proposte avanzate di qualificare le organizzazioni non governative che ricevono finanziamenti dall’estero come “agenti stranieri”, una situazione questa che crea nuovi ostacoli amministrativi alle loro attività”, ha dichiarato.
Il Segretario generale allarmato per la legislazione sulle ONG proposta in Russia
Il Segretario generale Thorbjørn Jagland 


Il Segretario generale del Consiglio d’Europa Thorbjørn Jagland ha rilasciato la seguente dichiarazione riguardo alla legislazione sulle ONG proposta in Russia:


“Sono preoccupato per le proposte avanzate di qualificare le organizzazioni non governative che ricevono finanziamenti dall’estero come “agenti stranieri”, una situazione questa che crea nuovi ostacoli amministrativi alle loro attività”, ha dichiarato.


In assenza di una società civile prospera, non può esistere una democrazia funzionante. Qualsiasi restrizione che risultasse contraria alle norme stabilite dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo andrebbe contro gli interessi della Russia, dei suoi cittadini e della sua reputazione internazionale. La legge proposta utilizza un linguaggio con connotazioni storiche molto negative.


Temo in particolare che questo sia solo l’ultimo di una serie di tentativi volti a modificare frettolosamente la legislazione fondamentale che disciplina la vita democratica in Russia, senza fornire tempo sufficiente per un’opportuna riflessione e un dibattito pubblico adeguato.


Desidero inoltre ricordare che già nel 2006, il Consiglio d’Europa ha assistito le autorità russe nel processo di miglioramento della legislazione che regola le ONG, attualmente in vigore. Questa è stata una risposta molto efficace all’ampia critica che la legislazione inizialmente adottata aveva suscitato in Russia e a livello internazionale. Siamo oggi pronti a fornire un’assistenza simile e spero sinceramente che la Russia, in quanto importante membro del Consiglio d’Europa e parte della Convenzione europea dei diritti umani, risponderà positivamente alla nostra offerta”.


 

Si consulti anche: La Russia e il Consiglio d'Europa

 
 
 

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