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Il Segretario generale Thorbjørn Jagland: “l’Europa nella più grande crisi dei diritti umani dalla Guerra Fredda”

16/04/2014

Nuovo rapporto sullo stato dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto in Europa
Il Segretario generale Thorbjørn Jagland: “l’Europa nella più grande crisi dei diritti umani dalla Guerra Fredda”

Strasburgo, 16 aprile 2014 - Gravi violazioni dei diritti umani, tra cui corruzione, tratta di esseri umani, razzismo e discriminazione, persistono in tutta Europa, secondo un nuovo rapporto del Segretario generale Thorbjørn Jagland. La disoccupazione e la povertà in molti paesi favoriscono estremismo e conflitti. Il rapporto rappresenta la prima analisi consolidata dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto in Europa, in base ai rilevamenti degli enti di monitoraggio del Consiglio d’Europa.

In riferimento alla crisi in Ucraina e all’intervento militare della Russia in Crimea, Jagland ha lanciato l’allarme sul rischio di simili conflitti in Europa: “la mancanza di controlli e di equilibri democratici, della libertà dei media e di un ordinamento giudiziario indipendente ha causato corruzione diffusa e abuso di potere”. Il Segretario generale ha chiesto agli Stati membri di adempiere appieno alla Convenzione europea dei diritti umani:

“Invito gli Stati membri a porre fine all’erosione dei diritti fondamentali e ad adottare ulteriori riforme dell’esclusivo sistema della Convenzione d’Europa. L’Europa necessita di una nuova agenda per la sicurezza paneuropea che includa la tutela dello stato di diritto e dei principi democratici. Insieme, dobbiamo fare in modo che l’Europa riprenda la strada verso l’unità e la cooperazione, sulla base di valori, norme e obblighi giuridici comuni”, ha affermato il Segretario generale.

Il rapporto, contenente una serie di raccomandazioni su come l’organizzazione può fornire un’assistenza più rapida ed efficiente ai suoi 47 Stati membri, sarà discusso durante l’incontro del Comitato dei Ministri degli Affari esteri del Consiglio d’Europa il 6 maggio a Vienna.

Il Segretario generale Jagland, esprimendo la sua preoccupazione in merito alle attuali esplosioni di violenza nell’est dell’Ucraina, ha dichiarato: “chiedo a tutti i partiti in Ucraina di porre fine all’escalation di violenza e di intraprendere negoziati politici sul futuro della nazione. I partner internazionali dell’Ucraina dovrebbero sostenere il paese nella ricerca di soluzioni che portino pace e stabilità”.

 

Rapporto del Segretario generale
 

 
 
 

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