Alcuni anni fa, il governo norvegese ha presentato un progetto finalizzato a sostenere gli Stati membri del Consiglio d'Europa nel portare avanti il lavoro necessario per attuare le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo. Tale iniziativa è nata dall'idea che le difficoltà incontrate da numerosi Stati membri per modificare il loro diritto interno o le prassi nazionali erano dovute ad ostacoli finanziari o strutturali, e che risultava quindi necessaria la creazione di una struttura in grado di favorire il rafforzamento delle competenze e l'assistenza di esperti.
È per questa ragione che il Fondo fiduciario per i diritti umani (HRTF) venne istituito nel marzo 2008 in seno alla Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa. Lo scopo del Fondo è quello di erogare finanziamenti al fine di agevolare gli sforzi degli Stati nel tener fede agli obblighi che scaturiscono della Convenzione dei diritti dell’uomo e da altre norme del Consiglio d’Europa in materia di diritti umani.
Cinque paesi hanno aderito al Fondo al fianco della Norvegia: dapprima Germania e Paesi Bassi, Finlandia e Svizzera, e più recentemente il Regno Unito, in occasione della Presidenza del Comitato dei Ministri. Gli Stati concedono capitale di avviamento a sostegno dell’attuazione dei diritti umani in Europa.
Fino ad oggi, sono stati stanziati oltre 6 milioni di euro per il finanziamento di attività in questo campo.
Queste attività mirano, tra l’altro, a contribuire a garantire l’esistenza:
Il Fondo fiduciario per i diritti umani (HRTF), attraverso tali attività, mira a rafforzare l’azione stabile e durevole nel tempo della Corte, e contribuisce a favorire un’esecuzione completa e tempestiva delle sue sentenze, alleggerendo in tal modo la sua ingente mole di lavoro e riducendo il numero di casi che le sono presentati.
Qui di seguito sono indicate alcune delle attività approvate dall’Assemblea del Fondo:
“Portare gli standard della Convenzione a domicilio: traduzione e diffusione della giurisprudenza principale della Convenzione nelle lingue pertinenti”
progetto per cui sono stati stanziati 800.000 euro riguardante Albania, Armenia, Azerbaigian, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Moldova, Montenegro, Serbia, "ex Repubblica jugoslava di Macedonia", Turchia e Ucraina teso a migliorare la comprensione e l’attuazione a livello nazionale delle norme della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), attraverso la commissione di traduzioni della giurisprudenza principale della Corte europea dei diritti dell’uomo nelle lingue pertinenti e la loro messa a disposizione dei professionisti del diritto.
"Eliminare gli ostacoli all’esecuzione delle sentenze dei tribunali nazionali, garantire un’effettiva applicazione delle decisioni dei tribunali nazionali"
progetto finanziato con un budget di 1.250.000 euro e destinato a migliorare l’esecuzione delle pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo in Albania, Azerbaigian, Bosnia-Erzegovina, Moldova, Serbia e Ucraina, aiutando questi paesi a mettere in atto norme e procedure efficaci per una migliore applicazione delle decisioni dei tribunali nazionali.
"Assistenza per l’applicazione delle sentenze della CEDU relative alle operazioni delle forze di sicurezza in Cecenia (Federazione russa)"
progetto per cui sono stanziati 368.000 euro, destinato a garantire piena esecuzione, nei termini stabiliti, alle sentenze della CEDU tramite misure tese a favorire l’effettiva prevenzione e le indagini su violazioni dei diritti umani commesse a livello nazionale.
"Sostegno all’azione del Commissario per i diritti umani nelle regioni colpite dal conflitto dell’Ossezia meridionale"
progetto finanziato con un budget di 275.000 euro, finalizzato a istituire e promuovere una rete di consulenti, incaricati di seguire da vicino le evoluzioni nel campo dei diritti umani, instaurare contatti con i mediatori e altre figure professionali competenti, allo scopo di migliorare la tutela dei diritti umani nelle aree della regione e garantire un monitoraggio efficace dei sei principi proposti dal Commissario per i diritti umani, nonché la protezione umanitaria.
"Progetto MNP (meccanismi nazionali di prevenzione): promuovere meccanismi non giudiziari nazionali indipendenti per la prevenzione della tortura"
progetto per cui sono stanziati 480.000 euro, destinato ad aiutare i MNP recentemente creati negli Stati membri ad adottare misure efficaci e concrete per prevenire i maltrattamenti e la tortura in tutti i luoghi in cui si trovano o possono trovarsi persone private di libertà, individuare i casi di maltrattamenti e farli cessare, e, se possibile, ottenere riparazione per le vittime.
"Rafforzare l’insegnamento dei professionisti del diritto sulla Corte europea dei diritti dell’uomo: Programma europeo di formazione ai diritti umani per i professionisti del diritto (Programma Help)"
progetto riguardante 11 paesi, per cui sono stanziati 1.113.000 euro, destinato a rafforzare le capacità degli istituti di formazione nazionali per giudici e magistrati, al fine di integrare pienamente la Convenzione europea dei diritti dell’uomo nella formazione iniziale e continua delle professioni legali.
"Pre-progetto (CCPP) - Commissioni di controllo dei pubblici poteri in Russia"
progetto riguardante la Federazione russa, per cui sono stanziati 400.000 euro, destinato a studiare la fattibilità di un progetto di cooperazione teso a promuovere l’istituzione di un controllo efficace esercitato dai pubblici poteri sui luoghi di detenzione e a rafforzare l’efficacia delle CCPP nel campo della prevenzione della tortura e dei maltrattamenti.
"Creazione di un Istituto di formazione presso la Corte europea dei diritti dell’uomo"
progetto per cui sono stanziati 200.000 euro, riguardante Albania, Armenia, Azerbaigian, Georgia, Moldova, Montenegro, Serbia e Ucraina, destinato a offrire a gruppi di professionisti (magistrati e avvocati) una formazione di qualità in materia di diritti sanciti dalla Convenzione e a contribuire a diffondere la giurisprudenza della Corte e a renderla effettivamente accessibile a tutti i professionisti del diritto.
"Rafforzare la capacità degli avvocati di conformarsi ai criteri di ricevibilità previsti per i ricorsi presentati davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo"
progetto per cui sono stanziati 800.000 euro, rivolto ad Albania, Repubblica ceca, Lituania, Federazione russa, Turchia, per aiutare gli ordini forensi, gli avvocati specializzati nei diritti umani e le consulenze giuridiche a fornire tutte le informazioni necessarie ai potenziali ricorrenti presso la Corte europea dei diritti dell’uomo.
"Progetto CCPP russo"
progetto riguardante la Federazione russa, per cui sono stanziati 400.000 euro e destinato a rafforzare la vigilanza, da parte dello Stato, sui luoghi di detenzione di tutto il paese, per ridurre i casi di maltrattamenti e migliorare l’applicazione delle raccomandazioni formulate dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT).
"Facilitare la comprensione delle norme della Convenzione a livello nazionale: traduzione e diffusione della giurisprudenza fondamentale della CEDU nelle lingue dei diversi paesi"
progetto per cui sono stanziati 800.000 euro, riguardante Bulgaria, Croazia, Polonia, Romania, Russia, Turchia e Ucraina, destinato a migliorare la comprensione e l’applicazione in tali paesi delle norme della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), predisponendo delle traduzioni della giurisprudenza fondamentale della Corte nelle lingue dei paesi interessati e vigilando affinché siano ampiamente distribuite e accessibili ai professionisti del diritto.
"Applicazione di sentenze ‘pilota’ e “quasi pilota” e di sentenze che rilevano problemi sistemici o strutturali nel campo della detenzione provvisoria e dei ricorsi presentati contro le condizioni detentive"
progetto per cui sono stanziati 800.000 euro, riguardante Bulgaria, Moldova, Polonia, Romania, Federazione russa e Ucraina, mirante ad adeguare l’attuale quadro legislativo e regolamentare alle esigenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, grazie a consulenze legislative e/o giuridiche e a predisporre vie di ricorso per protestare contro le condizioni detentive.
"Libertà di espressione e mass media in Turchia / facilitare l’esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo"
progetto per cui sono stanziati 300.000 euro, mirante a fornire un supporto alla Turchia per l’esecuzione delle pronunce della Corte europea nel campo della libertà di espressione e dei media, grazie a una maggiore sensibilizzazione dei giudici e dei pubblici ministeri alla giurisprudenza della Corte.
Per diventare membro donatore del Fondo fiduciario per i diritti umani (HRTF), si prega di contattare nicola.catalano@coe.int
"Il Fondo fiduciario per i diritti umani è uno strumento unico ed efficace volto ad incoraggiare l’attuazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo all’interno degli Stati membri del Consiglio d’Europa. Il suo obiettivo è in particolare quello di rafforzare la sostenibilità della Corte europea dei diritti dell’uomo. Sei paesi contribuiscono al Fondo: Norvegia, Germania, Svizzera, Finlandia, Paesi Bassi, e dal 2012 anche il Regno Unito. Ci auguriamo che altri paesi vi aderiscano, dato che molto resta ancora da fare per mantenere e promuovere i diritti umani e le libertà fondamentali nel nostro continente”.
Ellen Berends, Présidente dell’Assemblea del Fondo fiduciario per i diritti umani (HRTF), Rappresentante permanente dei Paesi Bassi presso il Consiglio d’Europa
"Strumenti quali il Fondo fiduciario per i diritti umani sono di enorme valore per aiutare a mettere in pratica le nostre norme in materia di diritti umani. Il Fondo è un esempio di corretta prassi finanziaria che incoraggia gli Stati membri a partecipare di più alla promozione dei principi e valori del Consiglio d’Europa. Grazie a questo strumento finanziario, il Consiglio d’Europa e la CEB possono elargire e migliorare l’impatto della propria azione in questo campo e contribuire agli sforzi compiuti dagli Stati membri per adempiere agli obblighi che scaturiscono dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e da altri strumenti del Consiglio d’Europa in materia di diritti umani".
Thorbjørn Jagland, Segretario generale del Consiglio d’Europa
"La partecipazione della CEB al Fondo fiduciario per i diritti umani è un chiaro indicatore del suo impegno verso i valori promossi dal Consiglio d'Europa e, in particolare, del suo sostegno al sistema europeo per la protezione dei diritti umani. Il mandato sociale della CEB è intrinsecamente legato a tali valori".
Rolf Wenzel, Governatore della CEB