8 marzo - Giornata internazionale della donna

8 marzo


Giornata internazionale della donna


Nel corso degli anni, l’azione condotta dal Consiglio d’Europa a favore della promozione della donna ha assunto diversi orientamenti, quali l’adozione di misure giuridiche, la mobilitazione dell’opinione pubblica, la formazione e la ricerca.

Uno dei principi centrali che si trova alla base dell’attività svolta dall’Organizzazione risiede nell’impossibilità di giungere a soluzioni a lungo termine per i problemi sociali, economici e politici della società, in assenza di una piena partecipazione femminile.

La condizione della donna, l’uguaglianza de facto, l’emancipazione, la violenza legata al sesso, la problematica concernente le donne e la disabilità, nonché la tratta degli esseri umani, sono solo alcune delle altre tematiche attorno alle quali il Consiglio d’Europa predispone una serie di attività, come le campagne di sensibilizzazione, al fine di migliorare il quadro giuridico relativo all’uguaglianza di genere e garantirne, in tal modo, l’attuazione.

Nel 2009, la percentuale media di donne ministro in Europa era pari al 28,6%, mentre la presenza femminile in seno ai parlamenti nazionali si attestava al 21,7%. Si tratta di un lieve progresso se si tiene in considerazione che, nel 2005, la percentuale di donne ministro era pari al 19,9%. Per quanto riguarda la loro rappresentanza all’interno dei parlamenti nazionali, invece, non si è registrata alcuna variazione. Le cifre riportate, inoltre, rimangono al di sotto della soglia minima del 40% raccomandata dal Consiglio d’Europa.

Edizione 2013 - È tempo di agire per porre fine alla violenza contro le donne

La violenza contro le donne è un problema che tocca tutti i paesi del mondo. Riguarda donne di tutti gli ambiti sociali, indipendentemente dal contesto culturale, religioso, socioeconomico o geografico.

È un fenomeno che si manifesta ovunque: nella "sicurezza" delle mura domestiche, al lavoro, nelle strade e nei media. Ogni giorno numerose donne sono perseguitate, molestate, violentate, mutilate, costrette al matrimonio forzato dalla propria famiglia, sterilizzate contro al loro volontà o ancora maltrattate psicologicamente o fisicamente. Gli esempi di violenza contro le donne sono infiniti, le sue vittime innumerevoli. Molte donne sono assalite dalla paura o provano vergogna nel chiedere aiuto, pagando spesso con la vita il proprio silenzio. Le voci di coloro che denunciano le aggressioni non sono sempre ascoltate. Con l’adozione della Convenzione di Istanbul nel 2011, i 47 Stati membri del Consiglio d’Europa hanno compiuto un grande passo in avanti verso il riconoscimento delle proprie responsabilità nel risolvere tale problematica.


Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul)

Aperta alla firma nel maggio 2011, la Convenzione di Istanbul è il primo strumento giuridicamente vincolante in Europa volto a prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica. In termini di portata, è il trattato internazionale più ambizioso che combatte questa grave violazione dei diritti umani. La prevenzione della violenza, la tutela delle vittime e il perseguimento penale gli autori sono i principi fondamentali alla base della Convenzione, proprio come l’esigenza di coordinare queste misure attraverso politiche globali e integrate. La Convenzione si applica alle vittime a prescindere dall’età, la razza, la religione, l’origine sociale, lo status di migrante o l’orientamento sessuale.

La Convenzione di Istanbul è stata elaborata in Europa, ma è aperta anche ai paesi non europei. Qualsiasi Stato può aderirvi o usarla come modello per le legislazioni e le politiche nazionali e regionali. La Convenzione di Istanbul entrerà in vigore dopo la ratifica da parte di 10 paesi. Un gruppo di esperti indipendenti (GREVIO) garantirà il monitoraggio dell’attuazione della Convenzione.

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Thorbjørn Jagland: le donne sono “la più potente forza di trasformazione” della società odierna

In occasione della Giornata internazionale della donna, il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, ha reso omaggio al sempre più importante ruolo svolto dalle donne in tutte le società del mondo. Dalla politica agli affari, passando attraverso il loro contributo al conseguimento della pace, ha descritto il ruolo delle donne nella società come “la più potente forza di trasformazione nel mondo d’oggi”. Il Segretario generale ha tuttavia ricordato che le donne “continuano a guadagnare meno, a detenere un minor potere decisionale e che rispetto agli uomini sono più spesso vittime di violenza”. Thorbjørn Jagland ha esortato i governi a ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica e a promuovere l’uguaglianza tra donne e uomini.


Jean-Claude Mignon: “La promessa di eliminare la violenza nei confronti delle donne è un impegno che deve essere onorato”

Strasburgo, 05.03.2013 – In vista della Giornata internazionale della donna, il Presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), Jean-Claude Mignon, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“L’8 marzo rappresenta un appuntamento annuale per coloro che si impegnano a favore dei diritti delle donne. Quest’anno, il tema della Giornata internazionale è il seguente: ‘Una promessa è una promessa: è giunto il momento di passare all’azione per porre fine alla violenza nei confronti delle donne’.

Il Consiglio d’Europa offre uno strumento fondamentale, la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica o Convenzione di Istanbul. Per la prima volta un testo vincolante prevede tutti gli elementi necessari: la prevenzione della violenza, la protezione delle vittime, il perseguimento degli autori delle violenze e politiche integrate.

La promessa di eliminare la violenza contro le donne è un impegno che deve essere onorato. La Convenzione di Istanbul fornisce agli Stati i mezzi per agire in tal senso. In occasione dell’8 marzo, rivolgo un appello agli Stati membri del Consiglio d’Europa e ai paesi non membri affinché firmino e ratifichino, se non l’hanno ancora fatto, la Convenzione di Istanbul.

Porre fine alla violenza nei confronti delle donne è il tema principale della 57ª sessione della Commissione sulla condizione delle donne, che ha luogo a New York dal 4 al 15 marzo 2013. Nel corso di questo incontro, rappresenterò l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, assieme a molti altri membri. L’evento offrirà un’occasione per rinnovare questo appello a tutti gli Stati”.

Dossier


La partecipazione delle donne a tutti i livelli della vita pubblica è un’esigenza democratica, dichiara il Presidente del Congresso, Herwig van Staa

“Per garantire una vera democrazia, dobbiamo promuovere e attuare l’uguaglianza tra uomini e donne a tutti i livelli della vita pubblica”, ha dichiarato Herwig van Staa, Presidente del Congresso, in occasione della Giornata internazionale della donna, l’8 marzo 2013. “Questa esigenza è stata introdotta nella Carta del Congresso che stabilisce che la rappresentanza femminile in tutte le sue delegazioni nazionali deve essere pari almeno al 30%; oggi constatiamo che numerose delegazioni superano sensibilmente questa percentuale e ciò conferma la nostra convinzione che sia essenziale disporre di un quadro legislativo che garantisca la partecipazione delle donne”, ha aggiunto, ricordando la risoluzione e la raccomandazione “Per una parità di genere sostenibile nella vita politica locale e regionale”, in cui il Congresso incoraggia le donne a candidarsi e a presentarsi alle elezioni.


La Vice Segretario generale interviene dinanzi alla Commissione ONU sulla condizione delle donne a New York

In data 4 marzo, la Vice Segretario generale, Gabriella Battaini-Dragoni, è intervenuta dinanzia alla Commissione ONU sulla condizione dlele donne, promuovere la Convenzione di Istanbul. Questo trattato rappresenta uno strumento concreto ed efficace volto ad aiutare i governi a prevenire e combattere la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Redatta in Europa, la Convenzione è anche aperta agli Stati non europei. Qualsiasi paese può aderirvi o usarla come modello per le legislazioni e le politiche nazionali e regionali. Durante la visita a New York sono ugualmente previste riunioni bilaterali di alto livello. (segue...)


Il Consiglio d’Europa e la Missione permanente della Francia presso le Nazioni Unite organizzano una manifestazione parallela "Violenza contro le donne: la nostra preoccupazione, la nostra risposta"

 

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... La giornata internazionale della donna è un giorno festivo in molti paesi d'Europa, come Russia, Ucraina, Moldova, Azerbaigian e Armenia?