Sempre più frequentemente la scelta dei consumatori europei in materia di alimentazione tende ad orientarsi verso prodotti più sani e nutrienti, realizzati secondo metodi etici e rispettosi dell’ambiente. È questa qualità che il Consiglio d’Europa, attraverso numerose attività normative e di cooperazione, si sforza di garantire.
Sin dall’inizio degli anni ’60, l’Organizzazione ha elaborato delle norme internazionali relative alle sostanze destinate a venire a contatto con le derrate alimentari. Essa ha altresì condotto degli studi su emulsionanti, stabilizzanti, coloranti e conservanti. Più di vent’anni fa, inoltre, il Consiglio d’Europa è stato il primo a stilare una lista di sostanze aromatizzanti accettabili nell’alimentazione.
Fino a poco tempo fa, la politica europea in materia di sicurezza alimentare era basata principalmente sul controllo della qualità degli alimenti in termini microbiologici e chimici. Oggi l’essenzialità del regime alimentare nell’ambito della salute è evidente. Nel 2003, ad esempio, il Consiglio d’Europa ha organizzato, congiuntamente con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un forum dedicato all’alimentazione nelle scuole e, nel 2006, ha apportato il proprio contributo alla Conferenza ministeriale dell’OMS intitolata ''Combattere l’obesità''.
Dai produttori e dagli agricoltori, oltre alla sicurezza alimentare e all’igiene, ci si aspetta altresì che rispettino le norme legali in materia di ambiente e di benessere degli animali. Le Convenzioni sulla protezione degli animali elaborate dal Consiglio d’Europa sono stati i primi strumenti internazionali a definire dei principi etici per il trasporto, l’allevamento e la macellazione degli animali. Tali Convenzioni, servite da base, continuano ad influenzare le legislazioni interessate in Europa.