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Esecuzione delle sentenze della Corte

L’esecuzione delle sentenze della Corte è disciplinata dall’articolo 46 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e sorvegliata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.

Nel quadro di tale supervisione, il Comitato garantisce, oltre alla corresponsione di qualsiasi equa soddisfazione riconosciuta dalla Corte (in virtù dell’articolo 41 della Convenzione), che:

siano prese misure individuali per eliminare, per quanto possibile, qualsiasi conseguenza residua, non compensata, della violazione (per es. tramite la riapertura di un procedimento penale iniquo, la distruzione di informazioni ottenute in violazione del diritto alla vita privata, o la revoca di un ordine di espulsione emesso nonostante un rischio reale di tortura o di altra forma di maltrattamento nel paese di destinazione);

siano adottate e attuate misure generali per prevenire nuove violazioni simili a quella/e constatata/e (per es. modifiche legislative o regolamentari, o modifiche della giurisprudenza o delle prassi). Particolare importanza è attribuita alla messa in atto, qualora necessario, di ricorsi interni effettivi.

Le sentenze della Corte possono a volte contenere indicazioni sulle misure individuali o generali appropriate ma, nella maggior parte dei casi, è nell’ambito del dialogo avviato tra lo Stato responsabile e il Comitato dei Ministri che sono identificate le misure di esecuzione necessarie.

Nel corso della sua supervisione, il Comitato può adottare risoluzioni interinali e altre forme di decisioni valutando i progressi compiuti e, qualora necessario, rivolgendo raccomandazioni pertinenti alle autorità. Il Comitato conclude l’esame di ogni caso tramite una risoluzione finale.

Le risoluzioni interinali o finali sono accessibili sul sito www.echr.coe.int nel database HUDOC. Le decisioni e altre informazioni relative all’esecuzione sono disponibili sul sito Internet del Comitato dei Ministri e/o del Servizio di esecuzione delle sentenze della Corte europea. Dal 2007, il Comitato adotta un rapporto annuale sulle proprie attività secondo le disposizioni dell’articolo 46 della Convenzione.